Dare Sempre il Massimo Come Intermediario Assicurativo Anche Se A Volte Non Ce La Fai Più

Sei un assicuratore e ti rendi conto che questo lavoro ti sta mettendo K.O.? Allora continua a leggere!

Le tecniche di motivazione nel lavoro dell’assicuratore (e del venditore in generale) sono fondamentali. Senza l’adeguata motivazione nessuno può diventare un fuoriclasse.

Quando comincia l’anno nuovo e, lo prevedo già, ritorna l’eco di lamentele, che sono già dietro la porta.

”Si riparte da capo con i budget…”

”L’anno non è andato benissimo…”

Ok, ok… Ci sembra già di sentire troppe lamentele…

Personalmente questa fase l’abbiamo passata ormai da un po’ di tempo, ma per iniziare con il piede giusto ci sembrava opportuno affrontare un tema CALDO come IL LAMENTARSI.

Sul lavoro capita a tutti di trovarsi in una situazione che non ci sta bene, oppure di subire delle ingiustizie, di dover fare qualcosa controvoglia.

Molte volte, dopo numerosi insuccessi, si arriva a pensare che l’intero mondo ce l’abbia con noi.

Oggi vogliamo parlare del bisogno, che tutti noi sentiamo, di esternare le insofferenze e le lamentele, e spiegheremo perché la lamentela è una cattiva abitudine da cui prendere subito le distanze.

La forza di volontà e la motivazione vanno allenate. Le persone esprimono le loro lamentele principalmente per condividere con gli altri la propria insofferenza nei confronti di qualcosa o qualcuno, pretendendo di avere in cambio la comprensione di chi ascolta. A volte il bisogno di lamentarsi è più forte di noi, ma ricordiamoci che lamentarsi non è una strategia, anzi, la lamentela è la strategia dei perdenti.

Ma perché allora sono sempre i falliti a lamentarsi?? 

VEDIAMO INSIEME PERCHÈ LAMENTARSI NON È MAI UNA COSA POSITIVA:

  • Lamentarsi non è una soluzione. La persona che si lamenta esprime le sue frustrazioni agli altri, descrive nei dettagli la situazione che non gli sta bene agli sfortunati che la stanno a sentire. Il punto è che dopo aver dato voce alle insofferenze, la persona che si lamenta non ha trovato una soluzione ai suoi problemi. Lamentarsi non porta da nessuna parte e in nessun modo aiuterà a trovare una soluzione.
  • Lamentarsi fa perdere tempo. Le persone che si lamentano, senza rendersene conto, perdono molto tempo prezioso. Anziché dare sfogo alle lamentele, che come abbiamo visto non costituisce una strategia, le persone farebbero meglio a sfruttare il tempo per cercare una via di uscita dai propri problemi. Il tempo è una risorsa importantissima e non ha senso sprecarla in lamentele.
  • La lamentela influenza negativamente chi la ascolta. Le persone che si lamentano sono altamente irritanti per chi le ascolta. Oltre a trasmettere il loro malessere all’interlocutore, le persone che si lamentano contribuiscono anche a creare un clima negativo sul lavoro. Quindi dovremmo impegnarci a ridurre al minimo le lamentele e tenerci a debita distanza da chi fa della lamentela un’abitudine.
  • Lamentarsi porta a uno stato psicologico di rassegnazione. Chi si lamenta vuole che gli altri comprendano e condividano i motivi della sua insofferenza. Avete mai provato a contraddire qualcuno che si lamenta? Sicuramente si sarà arrabbiato. Le persone quando si lamentano vogliono ricevere conferme del fatto che le cose stanno così e che non si può fare nulla per cambiarle. Lamentarsi significa quindi rassegnarsi a non fare niente per cambiare le cose.
  • Lamentarsi è la strategia dei perdenti. I perdenti utilizzano le lamentele per giustificare agli altri e a se stessi il fatto che non c’è niente da fare per cambiare una situazione sfavorevole. I perdenti utilizzano la lamentela perché non hanno voglia di cambiare le cose.

Il tempo che perdi per lamentarti lo puoi usare per fare ciò che realmente devi fare!

Come usare bene il proprio tempo quindi? Dedicandosi anima e corpo alla motivazione. Basta lamentele, pensiamo a essere motivati!

 

La Motivazione: una Preziosa Alleata anche per Noi Intermediari Assicurativi

la motivazione una preziona alleata per assicuratori

 

Quali sono le migliori tecniche di motivazione per gli assicuratori? Come assicurarci una forza di volontà ferrea?

Da dove nasce la motivazione?

Come posso aumentare la mia motivazione sul lavoro, nello studio, nella vita quotidiana?

Queste sono solo alcune delle domande che più frequentemente le persone si pongono. Capita spesso, infatti, di porsi degli obiettivi importanti e poi scoprire di non essere riusciti a raggiungerli o di non aver realizzato l’obiettivo nel modo in cui si sperava.

Come sviluppare quindi una “buona motivazione”?

La motivazione funge da spinta per la messa in atto del comportamento ed è ciò che porta le persone a impegnarsi giorno dopo giorno.

La motivazione è anche il “motivo” dell’agire, la ragione che ci porta a spendere del tempo e delle energie in vista di uno scopo.

Una macro distinzione può essere fatta tra “buona motivazione” e “cattiva motivazione”.

Quello che hanno in comune è che entrambe fungono da spinta per agire, ma si distinguono sulla durata e nel vissuto emotivo ad esse connesso.

La “cattiva motivazione” si ha quando la persona mira al raggiungimento di un obiettivo che non riconosce come proprio, perché gli è stato imposto o perché non è riconosciuto come importante per sé. In questo caso, quindi, si avrà una motivazione sorretta dal “devo”, incostante o poco duratura, e si tenderà ad abbandonare il compito alle prime difficoltà.

Un primo passo per motivarsi quindi consiste nel visualizzare con precisione il punto di arrivo del nostro percorso e sentire come “nostro” quello che vogliamo raggiungere. Una buona motivazione è sorretta dal “voglio”.

La motivazione ha numerosi fonti, di cui la principale è costituita dal nostro modo di pensare.

Una cattiva motivazione si accompagna molto spesso a forme di pensiero come “non sono capace”, “è inutile che mi impegno tanto non riesco”, “non sono portato”.

Questo modo di pensare porta a evitare il compito per paura di non riuscire, oppure ad abbandonarlo di fronte alle prime difficoltà.

Per riuscire ad applicare le migliori tecniche di motivazione è quindi necessario cambiare il nostro modo di pensare e di approcciarsi al compito, adottando una forma di pensiero che ci sostenga a lungo termine:

anche se l’obiettivo è ambizioso, farò tutto ciò che è in mio potere per farcela”;

se ho fallito è perché non mi sono impegnato abbastanza”.

Se è vero che la motivazione è il motore del comportamento, è anche vero che il comportamento e i risultati che si raggiungono possono essere una fonte di motivazione.

Se di fronte ad un insuccesso penso che la sua causa sia dovuta alla quantità di impegno adottato (causa interna e controllabile), sarò io che potrò cambiare le cose, magari mettendoci più impegno o cambiando strategia.

Importante quindi sentire l’insuccesso non come qualcosa di subìto (“non è colpa mia”), ma vederlo come qualcosa di controllabile, “la vita è la mia e sono io che ho le redini”.

Inoltre, uno stile attributivo di questo genere porterà, di fronte a un successo, a fortificare la propria autostima, in quanto la riuscita viene attribuita alle nostre capacità.

Una buona motivazione non è quella che non ci fa provare emozioni negative dopo un fallimento, ma è quella che, di fronte a un insuccesso, ci porta ad esperire il senso di colpa. Il senso di colpa non è un’emozione piacevole, ma è di fondamentale importanza perché porta a rimotivarsi e a cimentarsi nuovamente nel compito.

La buona motivazione ci fa provare il senso di colpa per non esserci impegnati abbastanza, e ci porta quindi a pensare che possiamo farcela, mettendoci più impegno. Ai fini di una motivazione duratura è importante imparare ad accettare e a rielaborare sia le emozioni positive che negative.

Una buona motivazione nasce anche dal porsi obiettivi che siano realistici e concretamente raggiungibili. Dell’obiettivo ne parleremo nel dettaglio più avanti.

Bisogna trovare il giusto equilibrio tra un obiettivo che sia un po’ sopra le nostre capacità attuali (un obiettivo troppo semplice non motiva), ma che non sia nemmeno troppo difficile e impossibile da raggiungere (un obiettivo impossibile è solamente fonte di frustrazione).

Ci motiva ciò che consideriamo come realizzabile e raggiungibile.

COME DEVE ESSERE UN OBIETTIVO PER ASSICURATORI

Infine, la fonte della motivazione è anche nell’ambiente.

Un ambiente promuove la motivazione quando supporta l’autonomia della persona e quando sostiene i suoi tentativi di miglioramento, senza ostacolarli.

Ai fini di una buona motivazione è molto più efficace lodare i successi, anziché punire i fallimenti.

Un ambiente che supporta la buona motivazione incoraggia a fare di meglio, non impone degli obiettivi ma fa leva sulle motivazioni esistenti e individua l’obiettivo che ha valore per la persona.

Concludendo, la motivazione nel nostro lavoro è ciò che spinge tutti noi a incanalare le risorse di cui disponiamo verso obiettivi ambiziosi. La motivazione – accompagnata dalla forza di volontà – è quella spinta che ci aiuta a rialzarci dopo aver commesso degli errori, imparando da essi e portandoci a una crescita personale.

“La gente che non è in grado di motivare se stessa deve accontentarsi della mediocrità, non importa quanto impressionanti siano le loro capacità.”

Adrew Canergie

Insisto tanto per una sola ragione: è davvero fondamentale essere motivati. Se vuoi avere un atteggiamento vincente, continua a leggere!

Hai una Sola Occasione: Sfruttala! (Perché la Motivazione è Importante per Noi Assicuratori)


HAI 1 OCCASIONE ASSICURATORE SFRUTTARLA

 

Spesso molte persone mi chiedono a che cosa servono queste tecniche di motivazione. Sembra quasi che stiamo parlando di cose astratte e lontane dalla realtà.

In realtà sia i capi-area che gli assicuratori dovrebbero stare bene attenti a come la motivazione impatta sui loro affari e sui loro fatturati.

Che cosa intendi, Daniele?

Voglio presentarti tre semplici parole per avere un atteggiamento vincente:

 

++++ ENTUSIASMO ++++ ENTUSIASMO++++ ENTUSIASMO++++

 ENTUSIASMO ASSICURATORI VENDITA

Ok, va bene, la parola era una sola! Volevo che ti entrasse in testa per sottolineare l’importanza dell’entusiasmo nella nostra attività quotidiana.

La stretta di mano è importante e, come abbiamo visto, lo è anche il modo in cui ci presentiamo, ma se fai attenzione, tra tutti i migliori venditori puoi trovare un comune denominatore:

L’ENTUSIASMO

Non si lamentano, sono sempre disposti a regalarti un sorriso e anche se una trattativa gli salta non si fanno il sangue cattivo e passano a quella successiva con rinnovato vigore.

Sono l’opposto quelli che non ottengono risultati: passano gran parte del tempo a lamentarsi e senza fare niente di concreto per cambiare le cose.

È un dato di fatto signori, non dobbiamo meravigliarci.

Sappiamo benissimo che a volte può esserci tutta la professionalità del mondo e la migliore conoscenza tecnica… Ma se non siamo NOI convinti di ciò che vendiamo, non riusciremo a trasmettere questa nostra carica emotiva al cliente…

Ma funziona davvero, Daniele?

Certo! Un esempio torna sempre utile.

Scena 1.

 Entri in un bar. La barista sta pulendo un tavolo e sembra che faccia quasi finta di non vederti.

Dopo un attimo cerchi di attirare la sua attenzione e le chiedi gentilmente un caffè.

Si avvicina una ragazza sui 30 anni, struccata, vestita in malo modo. Ti guarda con la coda dell’occhio e sussurra:

 –   Dimmi… –

Con tono scazzato e senza nemmeno guardarti negli occhi.

Tu, dimmi sinceramente, ci tornerai in questo bar? Io no, mai!

Scena 2

Stesso bar e stessa ragazza che sta pulendo.

Questa volta però è ben tenuta e questo ci dà già l’impressione di avere a che fare con una persona ‘pulita’ e professionale.

Appena entri, la prima cosa che fa è rivolgerti la parola e offrirti un sorriso esclamando con tono squillante:

– Buongiorno, come stai? Cosa posso servirti oggi?! –

Abissale la differenza non trovi?

Come far fallire un bar e come avere successo, con solo un pizzico di motivazione…

È una sciocchezza credimi, ma se ti guardi intorno quanti lo fanno? Pochissimi!

Molte di più sono le attività commerciali che danno per scontato l’entusiasmo e perdono affari, clienti e poi chiudono… Bisogna semplicemente mettere il cliente al centro di tutto, e il modo migliore per farlo è trasmettere allegria ed entusiasmo.

Chi vorrebbe stipulare una polizza T.C.M. con uno che sembra un becchino?

Nessuno, anche solo per scaramanzia…

La nostra vita è fatta di relazioni e come esseri umani la cosa più importante per tutti noi sono i “rapporti”.

Se non abbiamo la sensazione di essere apprezzati, se non abbiamo la sensazione di essere importanti, di avere di fronte a noi una persona professionale ed entusiasta, la voglia di tornare non c’è!

Questo giusto per far capire quanto un pizzico di tecniche di motivazione può fare la differenza tra il fallimento di un’attività e il suo successo. 

Concludendo, il segreto del successo è uscire da insuccesso in insuccesso, senza perdere l’entusiasmo (Cit.)

Ecco quindi svelato il segreto del successo. Il fallimento si può evitare. Come? Con le tecniche di motivazione e marketing!

Tecniche di Motivazione e Marketing Fanno la Differenza tra gli Assicuratori che Falliranno e chi Prenderà Tutto

 

Ormai siamo alla resa dei conti.

Noi ‘poveri’ assicuratori negli ultimi anni abbiamo incontrato difficoltà tali da mettere in crisi il nostro lavoro, che una volta era veramente ben pagato.

  • Prima internet: ora chiunque con un computer o uno smartphone pensa di saperne più di noi che siamo dei professionisti e facciamo solo quello.
  • Poi i concorrenti: poste e supermercati vogliono scalzarci dal nostro podio e vendere assicurazioni “un tanto al chilo”.
  • Infine lo Stato: che ci tassa e ci tartassa giorno dopo giorno mettendoci sempre i bastoni tra le ruote.

Insomma, il nostro non è un lavoro semplice.

Ma allo stesso tempo vedo pochissimi professionisti che vogliono crescere davvero e formarsi.

Aspettiamo che la casa madre o qualcun altro faccia i compiti al posto nostro, per poi lamentarci se qualcosa non va bene.

Le cose vanno male?

Puoi lamentarti.

O puoi impegnarti. Studiare le migliori tecniche di vendita e mettere in campo l’artiglieria pesante.

Se sei un assicuratore, vuoi aumentare le tue vendite uscire dal quel dannato regime dei minimi ho una bella notizia per te.

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