Perché Fare Il Subagente Assicurativo o Produttore Assicurativo Può Essere Una Valida Alternativa

– Non c’è pozione o formula magica che ti farà vendere più velocemente e più facilmente, a meno che la tua formula sia un duro lavoro. – Jeffrey Gitomer

Grosse gocce di pioggia colpivano furiosamente il parabrezza, mentre Paolo rallentava per entrare nel parcheggio.

Fermò l’auto vicino all’entrata dell’azienda e, spento il motore, strinse gli occhi per cercare di vedere se c’era qualcuno: sembrava tutto deserto.

Strano” pensò. “Mi avevano detto di venire alle 18:30”; eppure dalle finestre non si vedeva nemmeno una luce accesa.

Paolo si fece forza e aprì la portiera. Non aveva l’ombrello, così si mise sulla testa il giornale per ripararsi dal violento temporale autunnale. Corse fino alla porta dell’azienda e suonò il campanello.

Lo tenne premuto a lungo: non tanto a lungo da farlo sembrare uno scocciatore, ma abbastanza per essere sicuro che, se c’era qualcuno all’interno, lo avrebbe sentito.

Da dentro, nessuna risposta. L’unico suono era il boato di un tuono in lontananza, che coprì completamente il ticchettio insistente della pioggia.

Il malumore si stava insediando rapidamente dentro Paolo. Provava quella sensazione familiare in cui il cuore viene stretto in una morsa. La stessa sensazione che precede un pianto o una sfuriata.

In tutta la giornata aveva incontrato solo potenziali clienti che lo avevano scansato senza tante scuse: quel giorno sembrava andare tutto per il verso sbagliato.

Nel frattempo, aveva dovuto macinare centinaia di chilometri da un cliente all’altro, il tutto sotto un terribile temporale e un cielo plumbeo che anticipava un rigido novembre.

Non si direbbe, eppure il lavoro di Paolo è quello che ha reso ricche moltissime persone in tutto il mondo.

Un lavoro svolto dalla notte dei tempi, che ha permesso a persone di tutti i ceti sociali e di tutte le culture di accumulare ingenti somme di denaro.

Paolo fa il venditore.

Vediamo nel dettaglio cosa fa il subagente assicurativo per capire meglio…

Subagente Assicurativo: Che Cosa Fa?

Questa soluzione è ormai presa in considerazione da tanti giovani. Perché?

Secondo i dati dell’Istat, più del 10% delle persone in Italia sono disoccupate. Ovviamente in realtà il numero di persone che non ha un lavoro è molto, molto più alto.

Infatti per essere considerati disoccupati bisogna essere alla ricerca attiva di un lavoro.

Questo toglie dalla classifiche un immenso numero di persone che, per un motivo o per un altro, non sta cercando attivamente un lavoro:

  • I disillusi, che danno un’occhiata ogni tanto nei gruppi di Facebook dedicati alle offerte di lavoro, ma che non lo cercano attivamente.

  • I tanti precari, che magari si arrabattano per quelle 2-3 ore giornaliere per tirare su due soldi ma vorrebberro un “lavoro serio”, tuttavia senza cercarlo in maniera attiva e continuativa.

  • I lavoratori stagionali, che quindi passano più della metà dell’anno senza lavorare.

  • I neo-laureati, che accetterebbero un lavoro “adeguato alle loro possibilità” (se solo lo trovassero), ma che non si adoperano nella ricerca.

  • I mantenuti, che non hanno l’impellente bisogno di cercare un lavoro ma, qualora si presentasse l’occasione giusta, lo accetterebbero prontamente (o almeno, così dicono).

 

Insomma, ci sono tantissime categorie di persone che non si adoperano attivamente alla ricerca di un lavoro ma che, a conti fatti, non si possono definire “lavoratori”.

Dopotutto, basta vedere la realtà: il lavoro, per come lo intendevamo tanto tempo fa, non esiste più.

Non solo gli stipendi medi sono sempre più bassi, e spesso totalmente inadeguati ai prezzi di acquisto di oggi.

Ma, oltretutto, il posto di lavoro a tempo indeterminato nell’azienda o della pubblica amministrazione, da conquistare a 25 anni e da lasciare a 65 (quando si va in pensione) non esiste più.

O perlomeno, esiste. Ma ce ne sono pochissimi. Non abbastanza per tutte le persone in circolazione. Solo una piccolissima parte della popolazione potrà usufruire di questo“privilegio”.

E il resto? Il resto diventerà, nel prossimo futuro, quello che sempre più i futurologi chiamano “useless class”: un termine angolofono che significa “classe sociale inutile”.

Non schiavi, come dicono molti complottisti della domenica. Ma persone senza occupazione che non portano alcun valore alla società. Meri consumatori. Poco più di oggetti.

Che, sprovvisti di un modo per guadagnarsi da vivere e di un obbiettivo, sfogano tutta la loro frustrazione e disperazione sul mondo esterno.

E che, confusi come non mai, vivono in un mondo che non riconoscono più e che non sanno nemmeno come funziona.

Ma allo stesso tempo, in ogni giornale regionale, gruppo Facebook, bacheca di annunci e qualsiasi altro luogo dove sono pubblicate offerte di lavoro, c’è n’è una tipologia che non manca mai: quello del venditore.

Chiunque non voglia stare con le mani in mano, può buttarsi in questa avventura ed essere facilmente assunto nel mondo del caro vecchio lavoro a provvigione. E, per farlo, può diventare un subagente in modo da mettersi subito al gioco con zero costi iniziali.

Questo tipo di lavoro, però, ha un grandissimo pro e un grandissimo contro.

  1. Il pro è che è possibile guadagnare veramente molto bene facendo il venditore.

Le persone più ricche di questo mondo non sono medici o avvocati. Sono imprenditori, che è la naturale evoluzione del venditore. E molti venditori hanno cominciato come subagenti.

  1. D’altro canto, anche lo svantaggio è evidente: fare il venditore è duro. Durissimo.

Chiedetelo a Paolo, il personaggio di cui raccontavo all’inizio dell’articolo. Personaggio di fantasia, certo: ma alle prese con un problema comune a tantissimi venditori.

In aggiunta, moltissime aziende italiane non sono molto all’avanguardia dal punto di vista della forza vendita: con il risultato che spesso non danno ai propri soldati le giuste armi per combattere nel mercato di oggi.

Questo si traduce in un altissimo turnover del personale. E, ancora più grave, questo si accompagna all’idea diffusissima che il venditore sia un lavoro “da perdente”.

Il lavoro che fanno quelli che non hanno studiato e non hanno trovato un lavoro vero.

Fortunatamente le cose stanno lentamente cambiando in Italia e le aziende (soprattutto quelle più strutturate, come ad esempio molte assicurazioni) stanno cambiando corrente per dare a tantissimi lavoratori che vogliono mettersi in gioco i giusti strumenti.

Tolti i lati negativi del mestiere, infatti, questo lavoro potrebbe essere la soluzione ai problemi di tantissime persone che vogliono ottenere di più dalla vita (e che sono pronti a lottare per farcela!)

Infatti questo tipo di lavoro non è per la persona debole, che vuole fare il minimo indispensabile per tirare su due soldi alla fine del mese.

 

>> Il lavoro del venditore non è per i pigri, i mediocri o gli stupidi <<

 

Nel mondo del lavoro, i venditori bravi sono gli squali, quelli che mangiano tutto e non si fermano mai.

Perchè, come gli squali, se smettono di nuotare, muoiono. Non è nella loro natura stare fermi e aspettare che qualcun altro dia loro il cibo.

Loro vivono per cacciare.

In Italia però funziona in un modo e nel resto del mondo in un altro. Ecco da cosa ci differenziamo in questo lavoro…

Le Differenze del Lavoro del Subagente tra l’Italia e il Resto del Mondo

 

Effettivamente quello del subagente (e, quindi, del venditore) è un mestiere che apre le porte a grandissime opportunità di guadagno.

Infatti nel lavoro “normale” si viene pagati un fisso mensile, a prescindere dai risultati portati.

Questo porta con sé l’idea di sicurezza, così cara a tante persone che sono angosciate dalle incertezze del nostro tempo.

Ma, d’altro canto, blocca anche i più volenterosi e i lavoratori più ambiziosi all’opportunità di crescita dal punto di vista economico.

Come fare a guadagnare di più se si viene pagati un fisso? L’unica soluzione è una promozione dall’alto. Che chissà quando (e se) arriverà.

Nel lavoro a provvigione, o comunque in ogni lavoro in cui si viene pagati a risultati, questo ostacolo non c’è.

Porti risultati sorprendenti all’azienda? Guadagni molto. Porti pochi risultati? Allora non porti la pagnotta a casa.

Non c’è posto per i “forse” e i “ma”, nel lavoro del venditore. Se vali, guadagni. Altrimenti, nisba.

Purtroppo in Italia questo viene visto con diffidenza, a causa di problemi culturali che ci portiamo dietro da tutta un’epoca.

Il lavoratore quando sente nominare il lavoro a provvigione pensa automaticamente “il capo mi vuole pagare a provvigione perchè non vuole pagarmi”.

D’altro canto spesso le aziende (soprattutto le più piccole) non danno al povero venditore i mezzi con cui svolgere il proprio lavoro al meglio.

E mentre negli Stati Uniti le aziende più grandi e strutturate, danno ai loro venditori corsi di formazione, contatti di clienti qualificati e strumenti di marketing all’avanguardia, in Italia il rischio di trovare la SNC di Pietro Spaccasugo che ti da due volantini e ti dice “va fuori e vendi!” con zero preparazione, è ancora molto alta.

Fortunatamente le cose stanno rapidamente cambiando.

Grazie a grossi nomi che si occupano di formazione nel mondo della vendita anche in Italia e una sempre crescente consapevolezza che il lavoro del venditore non è quello “dello scappato di casa”, piano piano anche l’Italia sta emergendo rapidamente in questo settore.

Settore che, diciamocelo, è il motore trainante delle piccole e medie imprese che costellano l’Italia dalle Alpi alle isole.

Sono soprattutto le assicurazioni a fare da aprifila nel mondo della vendita professionale, dando ai loro venditori i mezzi e le opportunità per costruirsi un’ottima possibilità di carriera.

Ma non a tutti: solo ai più ambiziosi! 😉

Bisogna avere infatti molta determinazione per affrontare gli aspetti negativi di questo lavoro.

I Lati Negativi nel Mondo della Vendita e dei Subagenti (e come stanno sparendo grazie al web)

 

Quindi, arrivato a questo punto, starai pensando:

No, non voglio farmi il mazzo. Mi bastano 1.200 euro al mese, sabato e domenica a casa e le ferie a farragosto. Cosa mi interessa se non farò mai carriera in tutta la mia vita?”

Oppure, se sei una persona ambiziosa che vuole di più dal suo futuro, in mente avrai solo questo pensiero:

Sì, sono pronto a mettermi sotto. Non mi basta uno misero stipendio mensile: voglio guadagnare molto. Non importa quanta fatica farò, so che posso farcela. Voglio essere un soldato nella schiera dei subagenti assicurativi”.

Beh, chiaramente per me è decisamente meglio la seconda ipotesi. Ma devo anche darti una brutta notizia.

Perchè è vero che lavorando a provvigione le possibilità di guadagno sono immense.

Immagina se vendi una polizza assicurativa su cui guadagni 100 euro di provvigione.

Quante ne puoi vendere? Una al giorno sono 2.000 euro al mese, tolti i week end. Se ne vendi due al giorno? 4.000 euro al mese. E se ne vendi tre al giorno?

Hai capito il gioco. Le possibilità di arricchirsi per un subagente assicurativo sono concrete e a portata di mano (magari applicando qualche utile trucchetto che trovi qui )

Ma hai due limiti in questo gioco: il tempo e la tua zona geografica.

Infatti ci sarà un punto oltre il quale non potrai più crescere. Non è pensabile vendere una polizza al minuto, per dirne una. Non è umano, a meno di non avere un intero ufficio pieno di personale alle tue dipendenze.

Anche la zona geografica ti limiterà molto. Se sei di Milano, sarà difficile vendere polizze a Napoli o a Roma.

Un altro limite è la possibilità di trovare clienti. Infatti anche vendere una polizza al giorno è un grande traguardo per un venditore.

Ma i clienti vanno trovati, lavorati e “convinti” ad acquistare. Tutto questo comporta un enorme dispendio di tempo e di energie.

Con il web, questi limiti possono non solo essere meno problematici, ma addirittura sparire.

Cosa intendi dire, Daniele?

Intendo dire che se hai i mezzi elettronici che lavorano per te (come ad esempio un sito internet, una newsletter, ma anche una pagina Facebook ben strutturata) puoi ottenere risultati immensi.

Tempo: una volta che imposti gli strumenti elettronici che lavorano per te, il grosso è fatto. Loro sono lì, 24 ore su 24, che lavorano al posto tuo. Sono i tuoi aiutanti, instancabili e precisi. E, soprattutto, non hanno un sindacato. 😀

Generazione di nuovi clienti: questi mezzi servono per genere continuamente clienti e lavorarli per te. Non dovrai consumare tempo ed energie e dire sempre le stesse cose. I tuoi strumenti possono lavorare per te. Spesso lo fanno anche gratis!

Limiti geografici: il web connette persone non solo da tutta Italia, ma anche da tutto il mondo. Una volta impostato il tutto, otterrai clienti anche fuori dalla tua zona geografica d’influenza.

Ti può chiamare il professionista di Pescara, la casalinga di Padova o il ristoratore di Caserta: perché ti hanno trovato sul web!

Insomma, il web ti mette a portata di mano tutti i mezzi che possono rendere il lavoro del subagente assicurativo (e alla portata di chiunque!).

E, nella nostra epoca di incertezze dove il posto fisso è morto e dove le possibilità di avere un posto di lavoro a tempo indeterminato sono pochissime, avere una possibilità di guadagno illimitato vuol dire molto. Moltissimo.

E le opportunità, si sanno, si fanno trovare dalle persone che le sanno cogliere al volo.

Persone a cui non basta elemosinare uno stipendio per fare il minimo indispensabile.

Persone che vogliono lottare per emergere e ottenere più dalla vita.

Persone che si fanno spingere dai sogni e non si danno pace fino a che non raggiungono i loro obiettivi.

Persone proprio come te e come te me.

Paolo è un Venditore

 

La pioggia era sempre più forte. Paolo era bagnato dalla testa ai piedi e il vento freddo lo faceva rabbirividire.

Suonò un’altra volta mentre la morsa al cuore diventava più forte. “Non oggi, ti prego” pensò, “rispondete, avanti!”

Improvvisamente, quando Paolo stava per fare dietro-front e contro ogni speranza, la finestra al piano terra del capannone si illuminò. Dopo pochi secondi si aprì la porta.

Un uomo in camicia e gilet di lana, sui quarant’anni, fece capolino fuori: – Sì, chi è? –

Paolo non ci credeva: – Sono Paolo Girardi, della SuperAssicurazioni – disse in tono deciso, ma cordiale – avevamo un appuntamento per le 18:30. –

All’uomo si illuminò il viso: – ma certo, ricordo! Entri, entri… C’è un tempo da lupi fuori, rischia di ammalarsi! –

Paolo entrò nell’atrio, sistemandosi come meglio poteva il completo bagnato. Si sentiva un po’ fuori posto, così malconcio.

Ma il suo potenziale cliente non sembrò farci caso e continuò a parlare a ruota libera.

Paolo non badava più al vestito bagnato. Prestava una grande attenzione a quell’uomo che, girandosi verso di lui, continuò a parlare in modo affabile.

In quel momento, la stretta al cuore di Paolo si allentò subito.

Non sapeva se era perchè la polizza a cui l’uomo sembrava essere molto interessato gli avrebbe messo in tasca svariate migliaia di euro. (Non male per una giornata di lavoro!)

Non sapeva nemmeno se era perchè era consapevole che quella polizza, in caso di incidenti, poteva salvare l’azienda di quell’uomo.

Forse era perchè nessuno gli regalava quei soldi.

Li aveva conquistati, combattendo con le unghie e con i denti. Facendosi il mazzo, macinando chilometri e concludendo lunghe trattative con il cliente.

Forse era un insieme di quelle cose. Ma non importava in questo momento. Nulla importava in questo momento.

Solo l’appuntamento, la trattiva e la firma del contratto.

Era come un calciatore che batte un rigore al novantesimo, con le squadre in pareggio.

O come quando sei in macchina al primo appuntamento con una ragazza e ti chini verso di lei per baciarla.

O come quando stai per vedere il risultato di un esame che hai dato e speri con tutto il cuore di passare.

In quei momenti, non ti importa di niente. Solo vincere la partita, baciare la ragazza e passare l’esame.

Nulla aveva importanza per Paolo in quel momento.

Solo portare a casa il risultato.

 

Perchè Paolo è un venditore. E in quel momento, STAVA VENDENDO.

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