Fondi pensione e polizze Vita : Approfondiamo la Vendita di questi Prodotti

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Da un’analisi del mercato assicurativo è emerso che gli italiani sono sempre più preoccupati per la loro pensione futura infatti, rispetto al 2015, quest’anno le richieste di informazioni relative ai piani pensionistici individuali sono triplicate.

Sembra quindi che gli italiani abbiano a cuore il proprio futuro e vogliano attivarsi per garantire a sé stessi una vecchiaia in condizioni economiche soddisfacenti.

Le categorie più interessate sembrano essere proprio i dipendenti privati, seguiti dai liberi professionisti e infine dalle casalinghe.

Nonostante si stia diffondendo una maggiore consapevolezza dei giovani verso il futuro previdenziale, sono ancora pochi quelli che investono effettivamente in strumenti previdenziali e lo vediamo anche noi ogni giorno, svolgendo la professione di assicuratori.

Se ti chiedessimo quanti clienti tra i 20 e 35 anni hanno stipulato un PIP… Cosa risponderesti??

 

Se invece ci spostiamo su clienti dai 40 a 55 anni?

 

Il numero, almeno nel nostro caso aumenta radicalmente e sappiamo bene che in quel caso, più che come integrazione previdenziale, viene visto come un vero e proprio investimento.

Questo grazie al vantaggio fiscale, ma ciò non toglie che tra i 20 e 35 anni non sono molti i clienti che hanno un PIP.

Riassumendo nei dati che abbiamo riportato sopra, sembra che gli italiani siano interessati a garantirsi una vecchiaia in serenità dal punto di vista economico, ma questo interesse non si è ancora tradotto in effettivi investimenti a lunga scadenza.

Quindi Daniele, come posso io assicuratore intervenire a questo proposito?

Spesso il problema risiede nel fatto che presentiamo al giovane una soluzione con scadenza molto lunga, appunto la pensione, con il risultato che questo non “senta” come immediata la necessità di vincolarsi per così tanto tempo.

Una soluzione potrebbe essere rappresentata da proposte più flessibili, come per esempio i piani di risparmio.

L’obiettivo è sempre lo stesso, integrare la pensione pubblica, ma dall’altro lato, non vincolare i soldi del giovane lavoratore per 35 anni o più. Questo può aiutare noi ad aumentare la percentuale di chiusura e il cliente a intraprendere da subito una soluzione che poi un domani, magari alla scadenza, sfoci effettivamente in una risposta previdenziale.

L’approccio migliore è aumentare il livello di consapevolezza del cliente e spiegare che questo vincolo è oggi necessario. Molto efficace, ma chi come noi vive il quotidiano assicurativo, sa benissimo che non sempre questo è possibile.

Per aiutarlo, è necessario che noi stessi sappiamo di cosa stiamo parlando. Quindi partiamo dalla RITA.

Che cos’è la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (o RITA)? E a che cosa serve?

Hai visto i dati pervenuti dall’Osservatorio Inps sul monitoraggio delle pensioni?

Rivelano un quadro poco incoraggiante… Ma questo NOI assicuratori lo sappiamo già!

Nel 2016 infatti le nuove pensioni erogate dall’Inps hanno subito un calo del 26% rispetto al 2015: siamo passati da 423 mila nei primi 9 mesi del 2015 a 311.299 nei primi 9 mesi del 2016.

Oltre a i numeri delle pensioni, fortemente in calo, abbiamo assistito anche a un lieve aumento dell’età media di pensionamento: siamo passati dai 65 anni e 1 mese per la pensione di vecchiaia e 59,9 anni per anzianità/anticipata nel 2015 (età totale di pensionamento per uomini e donne, lavoratori dipendenti), a 65 anni e 3 mesi per la pensione di vecchiaia, e di 60 anni e 4 mesi per la pensione di anzianità/anticipata nel 2016.

Per questo motivo il governo sta studiando la possibilità di introdurre il prossimo anno la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA).

Di cosa si tratta, Daniele?

Lo scopo è quello di permettere ai lavoratori che hanno versato per anni, oltre ai normali contributi, anche una pensione integrativa, di usufruire dell’Anticipo Pensionistico (APE) senza troppe penalizzazioni.

RITA consentirà ai lavoratori con 63 anni di età e almeno 20 anni di contributi, che al momento della richiesta sono disoccupati, di anticipare la pensione utilizzando un prestito sulla pensione erogato dalle banche e dalle assicurazioni.

Rita può contribuire a sviluppare il concetto di welfare integrativo della previdenza complementare.

Nel 2017 quindi, RITA potrebbe essere un’opzione per i lavoratori che desiderano accedere al pensionamento anticipato.

 

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Questo potrebbe essere anche un’ulteriore spinta verso questi prodotti e di supporto per aiutarci a far capire ancora di più ai nostri clienti l’importanza e l’utilità di questo strumento.

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