Analisi delle Esigenze in un processo testato sul campo: consulenza assicurativa e finanziaria

 

Quali sono le fasi da attraversare durante l’analisi con il cliente? Come entriamo in empatia con lui?

 

È fondamentale, come già ribadito in precedenza, ricordarci il motivo per cui abbiamo preso l’appuntamento, perché questo ci aiuterà nel caso in cui il cliente voglia approfondire nel dettaglio l’argomento.

Infatti molti si concentrano sulle strategie per acquisire nuovi clienti… Dimenticando però che una volta che ci siamo seduti davanti a lui non è detta che sia fatta.

Fare la cosa sbagliata a questo punto ce lo farà perdere del tutto: una stretta di mano, un “ci penso” e adios, tanta fatica per arrivare fino a lì per niente!

Quindi ecco la seconda tecnica per legare il cliente al nostro lazo di assicuratore e portarlo a comprare da noi a più non posso!

La prima volta che incontriamo un cliente, potenziale o effettivo che sia, teniamo bene a mente che se è la prima volta che lo vediamo, è bene raccontare qualcosa di noi. Questo ci aiuterà a entrare in empatia più facilmente con il cliente e a farci conoscere professionalmente.

A qualcuno può sembrare una cazzata? A qualcuno potrà sembrare scontato?

meeting

 

Credici che non sono molti a farlo…

 

Per questa fase ti sarà sicuramente molto utile leggere i libri di Dale Carnegie che abbiamo già recensito (li trovi cliccando su questo link)  sono pieni di consigli utili su come sviluppare i rapporti interpersonali per il lavoro e la vita privata.

Infatti alcuni colleghi che abbiamo affiancato, dopo un paio di ‘chiacchiere’ con il cliente iniziano a ‘tirare’ fuori una brochure di un prodotto e a presentarlo… E noi li che guardiamo sperando che da un momento all’altro ci dicano che è uno scherzo! (tanto vale vendergli la brochure!)

Molto spesso con il collaboratore neofita succede così:

  • Entra dal cliente ed è talmente intento a pronunciare il suo nome che dopo 10 secondi non si ricorda neanche più il nome del cliente;

 

  • Non accenna minimamente a chi è, quali sono le sue specializzazioni, se ne ha, e non prova a trovare un punto di incontro con il cliente;

 

  • Non racconta niente dell’azienda (o aziende) per le quali lavora e inizia a presentare un prodotto…

 

 

 Va bene… Anzi no, non va bene!

Il cliente oggi è alla costante ricerca di professionalità e porsi in questo modo non ci mette certo su podio insieme a Frank Bettger, anzi! Ci mette sul podio dei venditori (che poi non vendono neanche, oltretutto!)

Come fare quindi?

 

Presenta te stesso: spiega brevemente (1 minuto) al cliente chi sei e cosa fai, quali sono le tue specializzazioni se ne hai e aiutati con dei supporti che permettano di costruire un BRAND davanti al tuo interlocutore.

Presenta l’azienda/e che rappresenti: enuncia quindi i punti di forza della stessa/e spiega di cosa si occupa in particolare (se principalmente vita/danni/auto o tutto) a differenza della concorrenza. Fondamentale se sei specializzato è dirlo e far comprendere al cliente le differenza con i competitor presenti sul mercato.

Spiega cosa farete oggi: dai una scadenza temporale all’appuntamento e vendi l’analisi (dicendo che gli farai delle domande che non sono volte e a ledere la sua privacy, ma a rispettare anche gli obblighi precontrattuali così come previsto dal modulo 7a/7b, in modo da proporgli le soluzioni più idonee a lui)

–          Ovvero mostrandogli la sezione che dice che:

Gli intermediari sono tenuti a proporre o consigliare contratti adeguati alle esigenze di copertura assicurativa e previdenziale del contraente, nonché, ove appropriato in relazione alla tipologia del contratto, alla sua propensione al rischio; a tal fine acquisiscono dal contraente stesso ogni informazione che ritengono utile; tale disposizione non si applica ai contratti in forma collettiva. –

Prova a introdurre il colloquio in questo modo: 

– Mi consideri come un medico che per capire esattamente quale medicina dare ai suoi pazienti, deve conoscere da loro i sintomi. Così faremo noi Ingegnere Rossi, per capire se le può interessare qualcosa ho bisogno di farle qualche domanda. Sono certo che comprenderà, ma qualora non voglia rispondere me lo dica pure e passerò oltre. 

Iniziamo quindi condividendo alcuni dati. Nel suo interesse Ingengeere Rossi mi dica…

Ammorbidisco la domanda e gli faccio capire che le risposte che lui mi darà serviranno a LUI, nel suo interesse e non al contrario.

La nostra analisi si fonderà su 4 grandi pilastri:

4 grandi pilastri assicuratori

 

L’analisi Personale, Assicurativa, Finanziaria e Previdenziale.

 

SCOPO DELL’ANALISI PERSONALE 

analisi esigenze assicurative

Questa prima fase è la più semplice e intuitiva, e oltre a farti vendere la TCM ha anche come focus il sensibilizzare il tuo interlocutore, ricordandoti le sue informazioni personali e costruendoti così anche un piccolo database dei tuoi potenziali clienti.

Ti sarà infatti capitato anche di rincontrare un tuo vecchio cliente a distanza di tempo e di non ricordare neanche se fosse sposato, quanti anni avesse o come si chiamasse la moglie.

Una situazione che smorza l’empatia è quando incontri il cliente dopo alcuni mesi, in presenza di sua moglie, e non ricordando come si chiama quest’ultima, te ne esci con:

-Salve signora- 

il che può sembrare una sciocchezza, ma in realtà è molto rilevante.

Anche se non nell’immediato (bensì in vista di appuntamenti futuri), ciò ti permetterà o di fare una buona impressione ed essere diverso dai competitor o di passare ancora una volta per il classico piazzista: quello che non ricorda nemmeno il nome del cliente e vuole solo vendere il prodotto.

Questo è il classico passaggio che svolgi anche contestualmente all’armonizzazione. Quindi estremamente semplice.

 

SCOPO DELL’ANALISI ASSICURATIVA

 

analisi assicurativa esigenze assicurazioni

 

Questa sezione non comprende coperture complesse, bensì quelle tipiche di un libero professionista o di un cliente famiglia.

Qua cerca di capire: 

  • ¥ le polizze che hanno attualmente i tuoi clienti;
  • ¥ con chi le hanno;
  • ¥ quando le pagano;
  • ¥ perché non le hanno; 
  • ¥ se sono disponibili a un confronto.

So benissimo che non sempre i clienti si ricordano esattamente il giorno di scadenza delle loro polizze.

Lavorando in questo settore però, so anche che se ‘imboccati’, bene o male ricordano sempre il periodo dell’anno in cui pagano questa copertura.

In questo caso ti basterà sapere che pagano la polizza a ottobre per raccogliere un dato fondamentale.

Grazie a questa informazione potrai massimizzare nel medio-lungo periodo gli appuntamenti utili (ossia quelli che di fatto portano, prima o dopo,alla vendita).

Acquisendo queste informazioni e prendendone nota potrai contattarli in seguirlo per effettuare una proposizione commerciale corretta.

Non sempre infatti il cliente ti firma subito tutte le disdette.

Possono verificarsi mille complicazioni: 

  • ¥ il cliente non si fida ancora di te; 
  • ¥ non hai il prodotto a disposizione; 
  • ¥ sei totalmente fuori mercato con la tariffa;
  • ¥ semplicemente il cliente non è pronto ad acquistare.

Segnandoti tutte le scadenze potrai ovviare a questi problemi.

In questo modo, se per qualsiasi motivo tu non riuscissi ad acquisire il cliente o a finalizzare subito la vendita, potrai farlo in seguito.

 

SCOPO DELL’ANALISI FINANZIARIA

 

analisi finanziaria esigenze assicurazioni

 

Questo è il mio punto forte e se la fai, anche se non vendi polizze vita, ti posso garantire che nel giro 6 mesi, sarà una cosa automatica e naturale riuscire a fare almeno quei 2.000/3.000 € al mese di premi annui e almeno 10k al mese di premi unici.

Nel corso degli anni infatti ho sempre brillato soprattutto nella vendita di premi annui.

Nello specifico, ho sempre brillato per la raccolta fresca di polizze vita.

Sono certo che tu sappia a cosa mi riferisco.

Sai bene cosa significa farsi dare un assegno da 200.000 euro e quanto sia difficile. Questo è ciò che si dice una ‘raccolta fresca’.

E sai anche bene che chi millanta produzioni stratosferiche, ma smonta e rimonta polizze, non è un venditore.

Cosa intendi, Daniele? Quali doti servono? 

È un po’ come si fa in banca, e ciò non richiede nessuna cura né conoscenza del cliente.

Smonti e rimonti, e continui così.

Negli anni ho sempre avuto una media di produzione di circa 10.000 euro di premi annui al mese con un buon mix TCM.

Sento spesso di colleghi che questa produzione la fanno in un anno, ma il trucco io non ce l’ho.

Per vendere polizze vita, premi annui o premi unici, questa sezione è l’unica cosa che funziona.

Qui viene ricalcato in parte il questionario MiFID e offre sia a te che al cliente numerosi vantaggi.

A te permette di evitare alcune di queste finte obiezioni dei clienti: 

  • ¥ non ho soldi; 
  • ¥ mi è sorta una spesa imprevista;
  • ¥ mi sembra troppo rischioso;

nonché alcuni problemi di adeguatezza contrattuale.

Al cliente permette invece di avere una consulenza approfondita e la possibilità di diversificare il suo portafoglio, inserendo anche una componente assicurativa che non fa mai male.

A entrambi permette inoltre di evitare problemi in fase di liquidazione anche sulle polizze danni, e quindi di avere sempre polizze corrette.

Pensa ad esempio ad una polizza infortuni.

Se hai davanti a te un potenziale cliente che guadagna più di 200.000 euro annui, non potrai fare una polizza infortuni da 200 euro.

Se glielo spieghi con i dati che lui ha condiviso con te riuscirai ad alzare il premio medio, chiudere polizze più corrette, offrirgli un migliore servizio e non avere neanche problemi quando poi si verifica un sinistro. 

Niente panico, te lo ripeto: tu, proprio come me, sei un professionista al pari di un medico e di un avvocato, per cui chiedere questi dati DEVE diventare la normalità.

Questa sezione, infatti, fa la totale differenza tra un ottimo venditore di polizze vita e una persona che vende solo saltuariamente, quando capita. 

Procedi per gradi, non tralasciare mai, ad esempio, il saldo sul conto corrente.

Se all’inizio non riesci a farti dire i vari tipi di investimenti non disperare, saltare quella sezione non ti precluderà la vendita e poi molto spesso i clienti non si ricordano nemmeno quali investimenti hanno in corso.

Queste sono informazioni che potrai aggiornare in seguito.

 

SCOPO DELL’ANALISI OBIETTIVI E DESIDERI

 

ANALISI OBIETTIVI DESIDERI ESIGENZE ASSICURAZIONI

 

La parte dell’analisi finanziaria è più tecnica e richiede domande chiuse.

La sezione degli obiettivi e dei sogni del tuo cliente serve invece per farlo ragionare di ‘pancia’.

Per la vendita di premi annui infatti, se non conosci i progetti che il tuo cliente ha in mente o se lui non ne ha, difficilmente riuscirai a vendere questo tipo di contratti.

È brutto dirlo, ma poco contano i rendimenti e i costi.

Se il tuo cliente non ha un obiettivo da realizzare nel medio-lungo periodo, o magari ce l’ha pure, ma sei tu a non conoscerlo, non venderai mai in modo strutturato polizze risparmio.

Qui la cosa più importante è capire cosa vuole il tuo cliente e aiutarlo a realizzare i suoi obiettivi, offrendogli la soluzione che meglio rispecchia le sue esigenze.

 

SCOPO DELL’ANALISI PREVIDENZIALE

 

ANALISI PREVIDENZIALE ESIGENZE ASSICURAZIONI

 

La sezione previdenziale ti permette invece di capire se è importante per il tuo interlocutore arrivare pronto alla pensione, se ha già fatto qualcosa in tal senso ed eventualmente con chi.

Grazie a queste informazioni potrai capire se quanto ha fatto è sufficiente a garantirgli una pensione, i cui conti quadrino.

Se per caso invece ce l’ha già, potrai capire se può essere interessato trasferirla per ottenere delle migliori condizioni.

Ricorda che il tuo cliente potrà anche non essere interessato alla faccenda “pensione” di per sé, ma può anche esserlo.

Sta a te indirizzarlo verso quello che per lui è l’interesse maggiore.

RIEPILOGO 

Se sei arrivato alla fine di questo processo hai fatto veramente un ottimo lavoro.

Il primo appuntamento però non è finito. 

Cioè, Daniele? Cosa manca?

ARRIVATO A QUESTO PUNTO CONCLUDI EVIDENZIANDO LE ESIGENZE EMERSE E CHIEDI AL TUO CLIENTE DI DARE LA GIUSTA PRIORITÀ A CIASCUNA. 

Alla fine dell’analisi, emergono tutte quelle che sono le esigenze che il cliente ha condiviso con te.

Potranno essercene una o due.
Nel caso però in cui siano tre, quattro o ancora di più è necessario sapere quali sono le più urgenti per lui. 

Lo potrai aver intuito tu stesso dall’argomento sul quale questo ha fatto più domande, ma se non ti è chiaro, chiedilo direttamente a chi hai di fronte.

Caro Luigi, come hai visto oggi non abbiamo parlato di prodotti e non ti ho nemmeno voluto vendere a tutti 

i costi la nuova serie di pentole o l’ultimo aspirapolvere (il tutto detto sorridendo). 

Sono certo che tu abbia apprezzato questo servizio di consulenza e sono anche sicuro che in ogni caso ti resterà una buona impressione di me, dico bene? 

Tutti i passaggi che abbiamo visto insieme oggi ti hanno permesso di capire quale è la tua situazione attuale e quali sono i rischi ai quali ogni giorno ti esponi. 

Detto questo, voglio e posso fare di più per te. 

Dopotutto, se sai che la tua macchina ha un problema e rischia di lasciarti a piedi, la porti immediatamente dal meccanico giusto? 

Tu Luigi infatti mi hai detto che: 

• Sarebbe per te fondamentale oggi avere dei soldi, soprattutto se ieri ti fosse successo qualcosa; 

• Reputi importante tutelare i tuoi figli per un capitale di almeno 100.000 euro in caso tu ieri fossi venuto a mancare; 

• Sei incuriosito dal conoscere le spese universitarie che dovrai affrontare per fare studiare i tuoi ragazzi e vorresti mettere via dei soldi per arrivare preparato; 

• Hai 35.000 euro sul conto da qualche anno e non avendo spese nel breve periodo, ti piacerebbe farli fruttare da qui a 5 anni; 

• Reputi importante iniziare ad accantonare 300 euro al mese per la pensione. 

È tutto corretto Luigi oppure ho dimenticato qualcosa? 

Per evitare di essere paragonato al classico venditore di aria fritta, non ti presenterò 5 preventivi la prossima volta, quindi dimmi Luigi, quale tra queste cose ti preoccupa maggiormente? 

Quale per te è la più importante? 

Quella che oggi, dopo il nostro incontro, ti preoccupa di più?” 

A questo punto, Cercate di ’imboccarlo’ ovviamente! 

Nel corso dell’analisi c’è sicuramente un argomento che ha solleticato maggiormente l’attenzione del tuo cliente, tu cerca di ‘imboccarlo’ con quello, ripetendo esattamente i dati che ti ha fornito LUI.

Tu Luigi hai ammesso che per te oggi la cosa più importante tra tutte sono i tuoi figli e il loro futuro. 

Mi hai anche detto che il tuo desiderio più grande è permettere loro di studiare e quindi mandarli all’università, giusto? 

Continuando nel discorso mi hai però detto che non sai quantificare con esattezza il costo che dovrai sostenere, e quindi non sapresti quanto mettere da parte per farli studiare, giusto? 

Mi confermi oltretutto che la tua capacità di risparmio si aggira intorno ai 5.000 euro annui Luigi, è corretto? 

(Detto questo, io e il cliente ci rivediamo due o tre giorni dopo).

Dimmi Luigi, se io per quella data riesco a trovarti qualcosa che ti permetta di mettere da parte i risparmi per i tuoi figli: 

  • ¥ Senza esporre il capitale al rischio; 
  • ¥ Versando una cifra per te sostenibile; 
  • ¥ Che ti permetta di arrivare preparato a quel momento; 
  • ¥ E allo stesso tempo di permetta di tutelare Paolo e Riccardo; 
  • ¥ Per riuscire a farli studiare e tutelarsi anche se ieri ti fosse successo qualcosa. 
    Se riesco a trovarti una soluzione che ti permette di risolvere tutti questi problemi con un impegno finanziario sotto i 5.000 euro annui, avrei il piacere di averti come cliente già dalla prossima voltaSI O NO 
  • Questa, frase più frase meno, è l’esatta conclusione della mia prima visita. 
    Se il mio interlocutore risponde SI, o comunque mi lascia aperta una porta, procedo e presento la soluzione per lui dopo al massimo 3 giorni, fissando un secondo appuntamento. 

Se invece il mio interlocutore, pur avendo svolto questo servizio mi dice un NO chiaro e tondo, non procedo oltre. 

Mi fermo, saluto e arrivederci.

Per il cliente non è il momento di acquistare, non vuole farlo e insistere per me significa perdere ulteriore tempo.

Se sei stato bravo, il cliente accetterà la seconda visita. Vediamo cosa fare in quest’importante appuntamento!

 

 

SECONDA VISITA, PRESENTAZIONE E CHIUSURA DEL CONTRATTO 

 

SECONDO APPUNTAMENTO ASSICURAZIONI

 

Tempistica consigliata per fare il secondo appuntamento è quella di 3 giorni.

Capisco che sia diverso rispetto a quello che fai oggi, ma dopo 3 giorni il cliente si ricorda bene di cosa avete parlato e del SERVIZIO che gli avete offerto.

Se però lasciate passare troppo tempo, rischiate che non se lo ricordi più e che le esigenze che prima erano calde, diventino fredde.

Rischiate quindi di non chiudere. 

NON accettate appuntamenti più distanti di 7 giorni, né tanto meno telefonici per decidere la data, rischiereste di non prenderlo più, perché potrebbe dimenticarsi di cosa avete parlato o di come avete lavorato.

Lasciandogli invece poco tempo il cliente avrà la mente fresca e sarà molto più semplice arrivare alla vendita.

Se non riuscite proprio a fissare dopo 2-3 giorni, non fatene passare comunque più di 7. Ricordatevelo bene.

Ho notato infatti che più distante è il secondo appuntamento dal primo, più si abbassa la percentuale di chiusura.

Se sei arrivato fin qui, e lo hai fatto nel modo in cui ti ho detto, avrai già la strada totalmente in discesa, infatti: 

• Presenterai realmente quello che al cliente interessa;

• Non ci saranno più le finte scuse come “non ho soldi” o “non mi interessa”, perché quei dati il cliente li ha già condivisi con te;

• avrai in ogni caso acquisito tutta una serie di informazioni che potrai usare in seguito, come le scadenze che ha con la concorrenza, altri suoi interessi, il suo reddito e la capacità di risparmio. Essi sono tutti dati fondamentali che potrai usare a tuo vantaggio durante tutto il rapporto;

• grazie ai promemoria non perderai più neanche un affare;

Quindi sarai già in una posizione totalmente a tuo favore.

PRIMA COSA DA FARE NEL SECONDO APPUNTAMENTO 

Ovviamente fate una breve armonizzazione iniziale e non partite “a razzo” presentando subito il prodotto o il preventivo che gli avete preparato.

Fate pesare invece il fatto che in questi 3 giorni avete lavorato per lui e gli avete cercato la migliore soluzione per risolvere i suoi problemi.

SECONDA COSA DA FARE 

Fate un riepilogo della “puntata” precedente.

Un po’ come per i telefilm che vanno a puntate, anche il cliente non ricorda con esattezza tutto quello che avete detto pochi giorni prima, per cui per rendere questo processo ancora più efficace, fate un riepilogo di quello che è successo la prima volta che vi siete incontrati.

  • ¥ Ricordagli la qualità dell’appuntamento; 
  • ¥ Rifagli presente le esigenze che LUI ti ha detto di avere;
  • Metti in evidenza quella che per LUI era la più URGENTE da soddisfare e chiedigli conferma.

Ok, Daniele. Ma in pratica come faccio?

Ti faccio un esempio così ti è tutto più chiaro: 

IO: L’altra volta Luigi mi hai detto che per te sarebbe molto dannoso un evento che ‘blocchi in modo totale’ la tua capacità di lavorare e produrre reddito, giusto? 

CLIENTE: SI
IO: Mi hai anche detto che in caso di invalidità totale avresti bisogno almeno di 300.000 euro, è corretto? CLIENTE: SI 

IO: Oltre a questo, mi hai detto che hai 35.000 euro sul conto corrente e saresti interessato a valutare una soluzione di investimento, senza però rischiare troppo. E valuteresti un vincolo di 5 anni per questi soldi visto che non hai in programma grosse spese e quindi oggi sono fermi sul c/c. 

Sto dicendo bene? È ancora così Luigi? 

CLIENTE: SI 

IO: L’altra volta erano emerse queste due cose. 

Tu però mi hai detto che la cosa che ti preoccupa di più è comunque tutelare te, la tua famiglia e il tuo patrimonio da un evento che possa fermare il tuo reddito e quindi intaccare anche questi risparmi. 

È ancora questa la cosa che ti preoccupa di più tra le 2 oppure è cambiato qualcosa? 

CLIENTE: È sempre quella. 

Bene, a questo punto e solo a questo punto ci sarà la presentazione della polizza infortuni.

Una volta che avremo soddisfatto questa sua esigenza che per lui è prioritaria passeremo oltre.

Presentare 3, 4 o 5 cose insieme è controproducente. 

A meno che il cliente non esprima chiaramente nella prima visita di dare a tutto la stessa importanza o che noi riusciamo a riunire più garanzie in un contratto, presentare diversi preventivi insieme confonde il cliente e gli fa capire che deve fare troppe cose per sistemare la sua situazione, per cui non farà nulla. 

Presentare invece la cosa che il cliente ti ha detto essere più importante la prima volta è parzialmente sbagliato, perché nel frattempo possono essere cambiate le cose, o magari il cliente ha semplicemente capito che la cosa urgente era l’altra.

Per cui RI-CHIEDETE all’inizio del secondo appuntamento cosa per IL CLIENTE È URGENTE e se rispetto all’ultima volta è cambiato qualcosa. 

 

Come hai notato il processo che faccio prima di 

presentare il prodotto al mio cliente è di 

“prevenzione”. 

Serve a “prevenire” le false obiezioni del cliente e a spianare la strada ad una vendita semplice.

Il processo serve inoltre per portare il cliente ad assentire. 

Portare il cliente ad assentire, verso cose che LUI ha condiviso con me, facilita enormemente anche il SI finale del cliente.

Come hai notato, ti ho evidenziato sopra dei rafforzativi (“giusto?”, “vero?”) alla fine della frase stessa. 

Essi servono a rendere ancora maggiore l’efficacia di questo percorso.

 Ho sentito parlare parecchie volte dell’importanza di portare il cliente ad assentire, ho letto diversi libri in merito e so che aggiungere appunto dei rafforzativi alla fine della frase porta un risultato maggiore. L’ho sperimentato.

 

Sapevo che questa tecnica funzionava e quindi la usavo sempre. 

L’altro giorno, lo stesso Emanuele Maria Sacchi, uno dei migliori esperti di comunicazione, ha evidenziato l’importanza di questo dicendo come portare il cliente ad assentire aggiungendo anche dei rafforzativi alla fine della frase, aumenti del 15% la possibilità che il cliente ti dica sì. 

Se poi a questo punto sei talmente bravo da inserire anche del non verbale, aumenterai di un altro 25 % le possibilità che il tuo cliente ti dica sì. 

Totale: 40% in più di possibilità che il tuo cliente ti dica si per aver adottato un processo corretto. 

Una volta che avrò seguito tutto questo processo, presenterò il prodotto e inviterò il mio cliente all’azione facendo fede al patto iniziale che ho fatto con lui.

Te lo ricordi, vero?

Sto parlando dell’accordo di acquisto che hai fatto con il cliente alla fine della prima visita.

Quando, dopo aver svolto tutto il processo di analisi, gli hai chiesto:

Se trovo la soluzione che tu mi hai chiesto con le caratteristiche che desideri, avrò il piacere di averti come cliente già dalla prossima volta? “ 

Lo sviluppo successivo del cliente avverrà in modo automatico perché: 

  • ¥ una volta soddisfatta l’esigenza prioritaria del cliente passerò alle altre e soddisferò anche quelle; 
  • ¥ gestirò il mio cliente a 360 gradi; 
  • ¥ potrò continuare a svilupparlo su più fronti grazie alle informazioni acquisite.

 

  • In questo modo cosa succede? 

Anche se non dovessi per qualsiasi motivo finalizzare il contratto in quel momento, potrò sempre agganciarlo nell’arco di 12 mesi grazie alle informazioni in mio possesso.

Quindi anche quell’appuntamento, che all’inizio ti era sembrato ‘inutile’ diventerà improvvisamente UTILE.

Il business si svilupperà a 360°, in modo costante e automatico.

Quindi, Daniele, funziona davvero?

GARANTITO.  STAY STRONG!

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