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Un mesetto fa sono andato ad un corso a Milano.

In questo corso hanno fatto un gioco in realtà a tutti e hanno chiesto: “Come vedi questo bicchiere?”

Ok, lo so che cosa stai pensando: è il classico gioco del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

In realtà riguarda il modo in cui pensiamo noi anche al lavoro.

In realtà questo bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto o è totalmente pieno in base al modo di pensare che abbiamo, in base al metodo di pensare alle cose che ci sono stare insegnate da piccoli.

Perché ad un bambino a cui non è stato insegnato niente può tranquillamente dire che questo bicchiere è totalmente pieno.

E ha ragione perché è pieno di aranciata e anche pieno d’aria.

Il modo in cui vediamo le cose sta a noi, sta solamente a noi ragazzi.

L’altro giorno ho bannato 5 persone dalla mia pagina semplicemente perché ogni volta che facevo un video commentavano con: “Che schifo questo lavoro, fare l’assicuratore è una disgrazia, ragazzi state lontano da questo lavoro”.

Ma io mi chiedo: ma cosa lo fai a fare questo lavoro se ti fa schifo?

CI sono tantissimi altri lavori.

Puoi andare a fare l’operaio, puoi andare a fare l’impiegato, lo spazzino…

Tutti i lavori sono degni di essere chiamati tali e non c’è niente di male a fare un lavoro piuttosto che un altro.

Ma soprattutto in un lavoro come il nostro, in un lavoro commerciale, dobbiamo essere felici di quello che facciamo, cazzo.

Scusate il francesismo ma mi viene così.

Dobbiamo essere entusiasti.

Se noi in prima persona non siamo convinti di quello che facciamo, non ci piace il nostro lavoro, ci riteniamo degli sfigati, sicuramente questo bicchiere per noi sarà sempre e solamente non mezzo vuoto o pieno, sarà sempre vuoto.

Qualsiasi cosa succeda vedremo sempre tutto in modo negativo.

Io voglio sperare che gli assicuratori quelli veri che come me fanno questa attività ormai da un po’ anni, siano entusiasti di andare davanti ai clienti.

Perché se non sono entusiasti loro, se non sei entusiasta tu e non sono entusiasta io, il mio cliente lo percepisce.

E una persona non fa affari con un’altra persona che non fa volentieri questo mestiere.

Andiamo a parlare di soldi, andiamo a parlare di previdenza, di sanità…

Come possiamo approcciarci ai nostri clienti se noi in primis non crediamo in quello che facciamo, nel nostro lavoro?

C’è una frase bellissima che mi dice un mio cliente tutte le volte che vado a trovarlo e me la ripeto sempre nella testa perché è bellissima: “Zanini… il mio lavoro è una missione”.

Ed è vero, anche il nostro è una missione.

Bisogna però crederci, bisogna crederci fino alla fine.

Certo non bisogna illudersi che le polizze le trattative e i contratti vengano da soli.

Ma bisogna credere profondamente in un mestiere.

Perché passiamo la maggior parte della nostra vita a lavorare.

E se non crediamo in quello che facciamo, non lo faremo mai appieno.

Hai presente tutti quei corsi in cui tutti cantano, ballano si danno la pacca sulla spalla?

Ecco io li ho sempre odiati.

Li ho sempre odiati perché non ti lasciano niente.

Ma a volte è un bene che ci siano, perché tutte le persone che si lamentano di quanto sia difficile, di quanto sia brutto il mondo, dovrebbero partecipare a quei corsi.

Perché gli farebbe bene.

Mi viene in mente, pensando a tutte queste situazioni, a uno studio che è stato fatto su dei soldati.

Sono stati messi in fila dei soldati e sono state fatte delle prove per vedere che resisteva di più.

E alla fine è stato chiesto a chi ha resistito di più che atteggiamento mentale aveva, che cosa si ripeteva nella sua testa.

E indovina un po’?

Chi aveva resistito di più, nella sua testa si ripeteva di non mollare.

Si ripeteva che ce la poteva fare.

E allora fallo anche tu, facciamolo anche noi.

Perché se partiamo già demotivati, scarichi, certi che questo lavoro non ci darà soddisfazioni, non ci permetterà di costruirci un futuro, che la prossima polizza non si chiuderà, allora sarà così.

Nella programmazione neurolinguistica queste vengono definite convinzioni limitanti, perché ci limitano verso quello che potrebbe essere tranquillamente obiettivi raggiungibili.

Tutto questo per dire cosa?

Per dire che nessuno nasce imparato.

Certo bisogna formarsi, bisogna studiare, ma forse, ancora più importante di tutto, in un lavoro commerciale di vendita, come il nostro di assicuratori, bisogna credere profondamente in quello che si fa.

Anche se questa cosa può sembrarci solo un sogno, perché è la capacità di realizzare un sogno che rende la nostra vita interessante.

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